Libro è stato pubblicato
New Atlanteans (Canada)

ISBN: 978-1-897510-65-0

© Antonov V.V., 2010


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Attaccamenti falsi e veri

Il termine filosofico “attaccamenti” significa che una persona è attaccata fortemente e prolungatamente con le sue indrie ad alcuni oggetti (e persone): genitori, figli, coniugi, oggetti di passione sessuale, soldi, articoli di lusso, alta posizione sociale, lavoro, amici, proprio corpo, piatti prediletti, alcolici, tabacco ed altri psichedelici, passione per i giochi d’azzardo, ecc.

Come vediamo, evidentemente, gli attaccamenti possono essere nocivi, non nocivi e molto utili per certe tappe dello sviluppo dell’uomo. Proprio questi ultimi a volte ci fanno “rianimare” nella vita, e ad alto livello emotivo. Peggio è quando una persona non si muove, vive svogliatamente.

Vediamo un esempio analogico: un’automobile, una nave — esse possono essere guidate soltanto se si muovono rispetto al substrato circostante; mentre, se non hanno il proprio propulsore attivo, risulta estremamente difficile o impossibile condurle o virarle.

Anche per l’uomo è così: se vive una vita attiva, anche se non capisce ancora correttamente il senso della sua vita ed il suo Scopo Superiore, il suo movimento permette a Dio di creare per lui tante situazioni d’addestramento. Solo allora l’uomo si sviluppa preparandosi alle susseguenti ascensioni spirituali.

… Nella letteratura religiosa a volte si può incontrare l’immagine degli eroi che sembrano essere positivi, i quali, d’improvviso hanno smesso di aver cura delle loro famiglie e sono andati via per sempre a condurre la vita eremitica, sperando d’ottenere così i progressi spirituali. In quella letteratura ciò è presentato come lo “strappo degli attaccamenti” degno d’essere imitato.

Però, così non è giusto! Strappare così gli “attaccamenti” non soltanto non è giustificabile dal punto di vista etico, ma è privo di senso. Gli attaccamenti non devono essere strappati con “atti di volontà”, ma sostituiti; bisogna innamorarsi di Dio! E’ difficile raggiungerlo subito, però l’obiettivo è chiedere a Lui di aiutarci. Allora l’amore per Dio potrà crescere man mano che Lo studiamo, avidi di conoscerLo, per mezzo dei libri, le conversazioni spirituali, le nostre richieste personali a Lui di mostrarSi, rivelarSi, far sentire il Suo Amore e convincerci per mezzo di una Rivelazione… Questa sarebbe la giusta distribuzione iniziale delle proprie indrie.

Poi, quando cominciamo a sentire che l’amore è veramente reciproco, i rapporti reciproci si svolgono ancora più velocemente; gradualmente l’amore diventa una passione, un nuovo attaccamento… E questo nuovo e vero attaccamento-passione a poco a poco sostituisce tutti gli altri.

“Attaccati al Signore, e allora l’attaccamento alle cose passeggere se ne andrà” [40].

… Ho vissuto la mia vita proprio così. Essendo stato educato in un ambiente ateo, solamente all’età di 27 anni per la prima volta ho sentito affermare che Dio esiste veramente, ma, in quel periodo, nessuno mi poteva spiegare che cosa significassero tali parole. La religione ortodossa mi ha dato le prime impressioni mistiche, però non ha dato risposta alla domanda su che cos’è Dio. Dio-Padre è stato smarrito dalla religione ortodossa, nonostante fosse una figura centrale negli Insegnamenti di Gesù Cristo. I libri hanno allargato un po’ i miei orizzonti, però in quel periodo non c’era un libro scritto così dettagliatamente in una lingua facile da capire come quello che state leggendo adesso.

Non ho mai avuto un Guru incarnato — un Maestro spirituale che conoscesse tutta la via che conduce a Dio. Evidentemente in quel periodo non ve ne erano nei paraggi. In parte, ciò è un bene, perché, da un lato, avere un Guru incarnato permette di avere più velocemente e con più facilità le spiegazioni e le tecniche pratiche per lavorare su se stesso, però, d’altro canto, stare sempre con lui crea un attaccamento al maestro come forma corporea, e non alla Sua Coscienza. In questo caso l’obiettivo non è superiore ma intermedio, e non tutti gli allievi sono in grado di scegliere lo Scopo Superiore — la Coscienza di Dio-Padre.

In quel momento Dio subito ha posto davanti a me, uno scienziato con esperienza nelle ricerche scientifiche, l’obiettivo Superiore — Se Stesso in tutto l’Universo.

E mi sono innamorato di Lui.

Poi tutto è stato molto semplice: mi ci sono gettato diritto. Mi sono slanciato verso di Lui, sono stato seguito da altre persone — tante persone che cambiavano in continuazione. La gente non reggeva alla mia velocità ed intensità. Qualcuno si è staccato tranquillamente, qualcun altro si è ribellato chiedendo un amore “speciale” nei suoi confronti e non ottenendolo ha cominciato ad odiarmi. Qualcuno ha tradito compiendo vigliaccherie, qualcuno ha calunniato, anche in pubblico. Altri mi hanno derubato. Si sono trovati anche coloro che hanno tentato di ammazzare il mio corpo.

Andavo avanti, però, senza guardare indietro, senza innamorarmi della gente e non intromettendomi nelle liti, non vendicandomi neppure dell’assassinio perfido e crudele, nonostante abbia saputo i nomi dei miei assassini. Non mi permettevo di fermarmi per l’attaccamento al mio onore, al prestigio e neppure al mio corpo.

Non ho mai avuto allievi a pagamento, ai quali vendere le mie conoscenze superiori. Avevo i miei amici, che amavo molto. Regalavo a loro me stesso, la mia esperienza spirituale, vivevo per loro e per Dio. Non ero in grado di vendere il mio amore! I loro successi sono stati, per me, il premio del mio aiuto.

Volevo loro molto bene. Se però si allontanavano, non essendo attaccato, li dimenticavo subito.

Non ho mai fatto, sinceramente, un minimo tentativo di far tornare da me qualcuno di coloro che si erano allontanati. Al contrario, li incoraggiavo a farlo, per non sovraccaricarli delle conoscenze, in quel momento, superiori alle loro forze.

Essi si allontanavano non capendomi più, e Dio mi dava altri più preparati… Volevo loro ancora più bene, perché mi capivano di più… però non mi attaccavo lo stesso, perché avevo il mio grande amore — l’amore verso Dio!

Per quanto fango che mi abbiano buttato addosso gli invidiosi, traditori, calunniatori, in tutte le discussioni, sono stato io il vincitore: Dio mi ha accolto in Se, ho imparato ad unirmi con Lui nell’abbraccio d’Amore. Ho vinto! Non ho vinto qualcun’altro No! Ho vinto me stesso non avendo fatto soffrire nessuno. Ho vinto trasformandomi, sono diventato così come Dio mi voleva.

Ho vinto e vi invito alla stessa Vittoria!

Sono grato sia a Dio sia a tutti coloro che erano con me, che mi amavano ed odiavano, d’esser stato aiutato a vincere perché, tramite voi, Dio mi ha arricchito ed ha corretto la mia via. A tutti voi auguro la pace!